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Collegamento tra Ospedale Meyer e il Meyer Health Campus

FIRENZE

2022

Collegamento tra l'Ospedale pediatrico Meyer e il Meyer Health Campus
Progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, Direzione Lavori e Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione

team di progetto: arch. Andrea Parigi (capogruppo), arch. Jacopo Favara

collaboratori: ing. Filippo Terreni, p.i. Luca Benelli, geol. Laura Grassi

Impresa appaltatrice: Cytec s.r.l. Pozzuoli (NA)

subappaltatrice: CO.GE.ST. s.a.s. Campi Bisenzio (FI)
Committente: A.O.U. Meyer, R.U.P. ing. Giovanni Grazi

PREMESSA

La continua evoluzione del ruolo e delle funzioni correlate all’attività dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer, ha impegnato l’ospedale nell’implementazione e nello sviluppo progressivo delle attività di alta specializzazione e di eccellenza erogate nei confronti dei piccoli pazienti provenienti, anche in volumi significativi, da altre regioni italiane e dall’estero. Prosegue quindi la mission della A.O.U. Meyer, nel costante orientamento ed impegno nel “fornire le migliori cure possibili per il trattamento e la guarigione dei piccoli pazienti che provengono dall’Italia e da altri paesi e, a completamento e parte della cura, ad accompagnare e sostenere le famiglie in tutto il percorso assistenziale”..Quindi con la necessità di trovare altri spazi dove spostare la parte universitaria e di formazione, liberando aree da adibire a assistenza
sanitaria, la A.O.U. Meyer ha acquisito l’ex Facoltà di Teologia, situata in Via Cosimo Il Vecchio 26, dove si svolge tutta la formazione degli studenti, del personale sanitario, sia formazione universitaria, sia alta formazione e anche formazione continuativa del personale in ambito pediatrico. In quegli spazi si svolgerà anche moltissima formazione delle famiglie, in merito, soprattutto, alla prevenzione. La previsione è di una continua e progressiva implementazione di queste attività al Meyer Health Campus.
Sulla stessa Via di Cosimo il Vecchio, ci sono diverse strutture ospitanti le famiglie dei piccoli ricoverati: in particolare Casa Cardinal Benelli e Casa Matilde, gestite dalla Caritas Diocesana di Firenze, offrono accoglienza ai parenti di pazienti in cura presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer che non sono residenti a Firenze. Ospitano quindi un familiare o famiglie intere (madre, padre, bambino in cura al Meyer e fratellino) che rimangono anche fino ai due anni, per permettere le cure al piccolo congiunto in regime di dimissione protetta. Sono tutte famiglie che non si possono permettere il costo di un albergo o di una casa in affitto e che, prima di usufruire di queste sistemazioni, si adattavano a passare la notte nelle sale d’attesa.

 

IL PROGETTO
La viabilità pedonale di Via Cosimo il Vecchio presenta consistenti criticità quali: ridotta ampiezza della superficie carrabile, assenza di marciapiede di dimensioni adeguate.
Il progetto si sviluppa in due fasi distinte. La realizzazione della configurazione definitiva dovrà essere preceduta dal cambio di destinazione d'uso di alcune particelle che attualmente risultano individuate dal Regolamento Urbanistico come “Sub-
Sistema della Collina Coltivata”, ovvero zona agricola con vincolo di inedificabilità assoluta.
Pertanto la prima fase, consentirà una soluzione rapida del collegamento pedonale fra i
due edifici: si prevede la realizzazione di due rampe rettilinee, delle quali una (quella sull'area agricola) smontabile, per colmare la differenza di livello che intercorre fra il parco del Meyer e Via Cosimo il Vecchio.

Il percorso si sviluppa in modo delicato, inserendosi senza strappi nel contesto esistente, mentre sono disseminati lungo il tragitto arredi e manufatti con forti richiami simbolici sia alla filosofia neoplatonica, che nella vicina villa di Careggi aveva la sua "nuova Accademia", fondata da Marsilio Ficino per volere di Cosimo, sia alla figura di Lorenzo il Magnifico, che ne frequentava i luoghi ed il sapere.

Questi oggetti simbolici non vogliono essere sterili citazioni, ma tendono a ricreare il legame tra Uomo e Natura, ricongiungere la materia all'"Anima mundi", attraverso le "divine proporzioni" e la ricerca della Bellezza, strumento dell'amore nel suo farsi portavoce dell'Uno, secondo il solco dell'estetica rinascimentale.